L’Annunciazione

“Rallegrati Maria”
“A questo annuncio approda tutta la storia della salvezza, anzi, in un certo modo, la storia stessa del mondo. Se, infatti, il disegno del Padre è di ricapitolare in Cristo tutte le cose (Ef. 1.10), è l’intero universo che in qualche modo è raggiunto dal divino favore con cui il Padre si china su Maria per renderla Madre del Suo Figlio.
A sua volta, tutta l’umanità è come racchiusa nel Fiat con cui Ella prontamente corrisponde alla volontà di Dio” (Ros. Virg. Mariae).
La cosa che mi sorprende è il rispetto che Dio ha per l’uomo e la delicatezza che usa nel confronti delle Sue creature. Vuole avere bisogno di noi (perché non ha bisogno di noi) e questo bisogno che Lui vuole avere lo induce ad essere delicato, discreto, educato rispetto alla libertà dell’uomo. Chiede, ma non per se stesso, chiede per favore di lasciarsi amare. Chiede di fargli posto perché vuole darci quella Grazia che è la salvezza, la redenzione, la capacità di essere se stessi: eppure lo chiede per favore.
Questo mistero, che è preso dal Vangelo di Luca 1, 26-38, rinvia anche al capitolo terzo dell’Apocalisse, dove Dio descrive, a parole, quello che fa, qui, con i fatti. Cap. III, v. 20 dice: “Ecco sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me”, cioè a dire che diventiamo una sola cosa. In Luca Dio chiede, bussa, Maria ascolta. Lui diventa una sola cosa con Lei, è il figlio Suo che si riveste della carne umana di Maria e trasforma l’uomo in parte integrante del Mistero della Trinità, perché Cristo è il prototipo dell’uomo, è il figlio dell’uomo, Lui che è il Verbo Eterno.
Storicamente l’incarnazione è avvenuta dalla Vergine Maria: avviene per tutti gli uomini a qualunque fede appartengano, se solo sanno ascoltare questa voce discreta di Dio che chiede la collaborazione dell’uomo nell’impresa del rifacimento dell’uomo dopo la caduta del peccato.
I Padri della Chiesa dicono di Dio: “chi ha fatto l’uomo senza l’uomo non può salvarlo senza l’uomo stesso”. Ecco perché Dio chiede. La risposta di Maria si articola su due piani: il primo è di una donna cosciente, responsabile, che si avvale del diritto di informazione e vuole sapere come avvengono le cose.
Apparentemente questa donna mancherebbe di fede (ma come, chiede delle spiegazioni a Dio?) ma questa sottolineatura di Luca evidenzia l’aspetto dinamico, psicologico, tipico dell’uomo che si esprime.
Quindi una donna responsabile di fronte a Dio, non una che chiude gli occhi e va avanti alla cieca. Va avanti con gli occhi illuminati anche dalla Grazia di Dio e dalla sapienza della fede, che si pone in rapporto dialogico con Dio.
L’altro piano dell’Annunciazione, dove appare un altro aspetto della Madonna, è quello della grande fede, perché dopo aver ricevuto quella risposta che noi conosciamo bene (la potenza di Dio ci pensa lui) Maria si afa accoglienza radicale e immediata di quello che Lui le dice; un fiducioso abbandono nelle sue mani, perché dice: “Fai di me quello che ti pare, mi fido di Te”. Ma che cosa avviene nel mistero dell’Annunciazione?
Io sono molto affascinato dall’episodio del sogno della scala di Giacobbe e l’intuizione che ne hanno avuto i Padri: Maria è questa terra vergine su cui si basa, si posa adesso la scala del cielo in terra vergine per riprendere l’uomo e riconsegnarlo a Dio dopo la caduta di origine, dopo la fuga, e la distruzione dei valori dell’uomo.
E allora maria all’Annunciazione diventa il congiungimento tra la terra e il cielo, tra Dio e l’uomo in un “unicum”, perché in Maria si forma e nascerà poi l’uomo, un uomo accolto nel progetto di Dio, con la fiducia in Dio, e questo uomo, che è Gesù cristo, è il vero Dio.
Spiegato il Mistero con il Mistero stesso della Rivelazione divina, che cosa ne deriva per noi? Non una contemplazione estatica di Maria, ma una chiarificazione su come va vissuto il nostro quotidiano in rapporto alle ininterrotte, diuturne annunciazioni che Dio ci fa.
E quindi Maria ci insegna ad essere persone attente a Dio e alle esigenze del suo Amore dentro di noi, persone non soltanto attente, ma disponibili a giocare il tutto per tutto sulla Sua parola.
L’ultima parola insomma su maria la dice lo Spirito Santo.
L’ultima parola su di noi, sulla nostra obbedienza, sulla nostra povertà, sulla nostra castità, sull’impegno del giorno, sulle reazioni emotive o istintive del momento non dobbiamo dirla noi: dobbiamo lasciarla dire allo Spirito.
Questa è la condizione perché dentro di noi lo Spirito Santo porti a maturazione il germe del Battesimo: cioè creare e generare ogni giorno della nostra vita, dentro di noi, la persona di Gesù Cristo, perché allora così siamo veri figli di Dio.
E allora dobbiamo dire a Maria in questo momento, in questo Mistero, di pregare lo Spirito Santo perché compia dentro di noi quel miracolo che ha compiuto in Lei, ci trasformi in Gesù Cristo, come Lei è stata Cristificata dal suo sì e dall’azione dello stesso Spirito.