Quarto Mistero Gaudioso

La Presentazione

“La presentazione al Tempio mentre esprime la gioia della consacrazione e immerge nell’estasi il vecchio Simeone, registra anche la profezia del “segno di contraddizione” che il Bimbo sarà per Israele e della spada che trafiggere l’anima della Madre. (Lc. 2,34-35)” (Ros. Virg. Mariae)

Non avevano bisogno di purificazione né l’uno né l’altra, non avevano bisogno di presentare Gesù al tempio perché (ricordate Ebr 10, 6-7) “… Tu non hai voluto né offerte né sacrificio, per questo un corpo mi hai dato e allora ho detto: Ecco io vengo, Dio, per fare la Tua Volontà”.
Quindi Cristo viene proprio per mettere nel cuore di Dio ogni uomo che era venuto fuori dal cuore di Dio come un suo eterno sogno d’amore. Poi Gli era sfuggito con il peccato originale, tuttavia la cosa più bella è questa, che Cristo è vero Dio, ma è anche vero uomo e come tale insegna che non dobbiamo mai ridurre il nostro incontro con il Signore ad un atteggiamento individualistico: sta nell’alveo della tradizione e in quello che la comunità vive ed esprime nel suo vissuto di segni, ed esprime con la sua religiosità.

È vero uomo e insegna come ci si comporta da vero uomo.
Il tempio è il luogo dove l’uomo fa esperienza con divino, col soprannaturale e nella misura in cui si incontra e fa esperienza col soprannaturale, con Dio, l’uomo incontra se stesso.
Perché ritrova in lui la propria origine, la propria lettura, la propria vocazione, come la scintilla ritrova pienamente se stessa unita al fuoco, o una tessera di mosaico quando è al suo posto nel mosaico stesso.

Ebbene, il Cristo si presenta come il luogo d’incontro tra Dio e l’uomo, nella sua persona, perché è figlio di Dio e figlio dell’uomo; ed attraverso di Lui ogni persona umana ha l’accesso al Padre: perché Lui, il Cristo, è la “porta” del cielo (Gv 10,7). Questo è il dato di fatto, che vede come protagonista anche la Vergine Maria.
E’ la Madonna che, ossequiante alla legge ebraica, senza arrogarsi nessun privilegio, presenta gesù al tempio e si sottopone alla legge della purificazione. Quindi è Maria che dopo aver detto di sì, aver gestito, aver partorito e donato Gesù agli uomini (vedi pastori, vedi Magi), lo offre al Padre. Maria è colei che consacra il Figlio Suo Gesù Cristo, al Padre.

E a me piace vedere in quell’atto la figura di Abramo che offre Isacco, il proprio figlio primogenito, a Dio Padre in sacrificio.
E Maria (che per me lì è Abramo sul monte Moira) nel tempio quando presenta Gesù e lo consacra, nel suo gesto ci disvela un nuovo grande altare su cui verrà posta la vittima pasquale: la Croce, sul nuovo tempio, il Calvario che è la via alla città santa di Dio, alla Gerusalemme nuova.
Se Maria ha questo ruolo nei confronti di Cristo: lo concepisce e lo genera, lo offre agli uomini e poi al Padre, Maria ce l’ha anche nei nostri confronti perché ci è madre nella fede. Ed è bello pensare che è lei che ci prende, ci consacra a Dio Padre in Cristo Suo Figlio e poi ci offre agli uomini, come ha offerto Cristo, quindi ci offre perché ritroviamo noi stessi nel dono che include anche la vita, che non esclude il Golgota, la sofferenza e la morte che lei stessa ha vissuto.

E allora va pregata questa mamma, perché ci aiuti ad essere veramente suoi figli, consacrati a Dio e agli uomini, e perché sempre ci riconsacri ogni volta che noi profaniamo quello che siamo e non sappiamo dire dei sì entusiasti e diciamo dei noi arrabbiati.
Ci consacri e ci riconsacri e ci faccia sempre ricominciare da capo questa purificazione e questa consacrazione con un amore rinnovato e con la freschezza di un mattino di primavera nel cuore, per donare agli uomini questo amore di Dio.