La Trasfigurazione

Mistero di luce per eccellenza è poi la Trasfigurazione, avvenuta, secondo la tradizione, sul Monte Tabor. La gloria della Divinità sfolgora sul volto di Cristo, mentre il Padre lo accredita agli Apostoli estasiati perché Lo ascoltino (Lc. 9, 35 e par) e si dispongono a vivere con Lui il momento doloroso della Passione, per giungere con Lui alla gioia della Risurrezione e a vita trasfigurata dallo Spirito Santo”. (Ros. Virg. Mariae).
La sequela di Cristo non è mai stata facile per nessuno. Gesù stesso dichiarando le condizioni ne sottolinea proprio le difficoltà e la impossibilità a seguirlo con le sole forze umane: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso prenda ogni giorno la sua croce e mi segua”. (Lc. 3 23).
Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv. 12, 24).
“… i discepoli … chiesero: “Chi si potrà dunque salvare?” ( i ricchi e il Regno dei cieli) E Gesù disse: “Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile”. (Mt. 19, 25-26).
Proprio per le esigenze radicali del Vangelo; proprio a causa della fragilità umana e di certi eventi che possono e di fatto mettono a dura prova la tenuta della fede, Gesù con la sua Trasfigurazione assicura i Discepoli che nessun accadimento, nessun evento, sia pure quello ineluttabile della morte è in grado di ostacolare il progetto di Dio e di sconfiggerne l’esito finale!
E’ vero: i Discepoli da lì a poco vedranno il loro Signore e Maestro che, come chicco di grano muore sulla croce e viene sepolto, ma proprio per questo produrrà molto frutto, ossia vita risorta – gloriosa per tutti coloro che lo seguiranno! E la sua trasfigurazione non è solo un saggio anticipatorio che varrà per Lui, ecco il Risorto del mattino di Pasqua, ma è per tutti noi se, come dice la voce dal cielo, lo “ascoltiamo” … ci fidiamo di Lui.
Alla Vergine che sempre credette anche quando non tutto le era chiaro (Lc. 2, 50) e per questo il suo corpo fu glorificato con la sua Assunzione in cielo, chiediamo che sempre ogni giorno di vita, soprattutto quando tutto ci sembra che sprofondi nel buio delle tenebre, gli occhi della nostra fede siano sempre luminosi del bagliore della trasfigurazione: non smarriremo certo la strada che ci porterà al nostro Tabor: l’incontro, risorti, con il Cristo Risorto.