Quinto Mistero Glorioso

Maria Regina

Coronata, infine, di gloria come appare nell’ultimo Mistero glorioso, Ella rifulge quale Regina degli Angeli e dei Santi, anticipazione e vertice della condizione escatologica della Chiesa”. (Ros. Virg. Mariae).

Noi abbiamo una madre in cielo, ce lo ha detto Gesù Cristo: “Figlio, ecco la tua madre” (Gv 19,27). Non è una madre qualunque.
E’ madre dei figli di Dio, è una regina. Maria, certamente, è accanto a Suo Figlio a proteggerci, a farci crescere e quindi a parlare di noi al Suo cuore, allo Spirito e al Padre perché evidenzia, denunzia le nostre carenze ora, come una volta a Cana di Galilea ha denunciato l’indigenza di due sposi ed ha provocato il miracolo di Gesù.
Credere in questa realtà, sulla parola di Gesù, avere fiducia in Maria, ricorrere a Lei, è la certezza di ricorrere direttamente a Chi ha il potere di intervenire. Ci sono delle cose che fanno ridere chi ha fede: persone che si sentono importanti o appoggiate o sicure nella vita, solo perché sono amiche dei potenti in ordine alle realtà umane.
Noi cristiani non abbiamo bisogno di passare attraverso tizio, caio o Sempronio per avere … per arrivare a …!
Guardate Gesù: ci fa parlare direttamente, come da figlio a madre, con la Regina del cielo e della terra, con la Madre di Dio. Addirittura si fa Lei mediatrice tra noi e Dio. Non sappiamo mai valutare a sufficienza queste cose, non sappiamo mai fidarci totalmente di Lei.

E’ l’ultimo mistero che noi meditiamo insieme. Ricordiamo la spiritualità mariana: “fidiamoci di Lei, affidiamoci a Lei, non perdiamoci in chiacchiere, non chiediamo una caramella se Lei magari ha là una torta d darci …”; non dimentichiamo le nozze di Cana: “Sa Lei come madre ciò che ci serve, non ci umilia, non vuole raccomandazioni, va Lei a raccomandarci a Gesù …”

Noi non ci affidiamo ad una persona qualunque, ma alla Madre di Dio; non ad una serva del Signore come Lei era qui sulla terra, ma alla Regina del cielo e della terra, che svolge questa sua attività in servizio all’umanità.

A noi resta soltanto di aprirLe il cuore con totale fiducia, con abbandono sereno e radicale; a noi resta di dire a Lei quelle parole che Ella ha pronunciato a Nazaret rispondendo alla proposta dell’Angelo: “Eccomi” (Lc 1,38)

Eccomi, Regina del Cielo e della Terra, decidi Tu per me, io ti presto il cuore per amare il Signore e i Suoi figli; Ti presto le labbra perché Tu possa anche oggi dire al Signore per me e con me: “Eccomi … avvenga di me quello … che vuoi!”
E allora dobbiamo imparare da Maria a vivere la vita servendo l’umanità per avere la Sua gloria.

Dobbiamo imparare da Maria a servire l’umanità con la preghiera, con l’evidenziare i bisogni del mondo a Gesù, come Lei li ha evidenziati allora a Cana e ora in Cielo: per collaborare con Lei.
Se ci mettiamo in questa ottica, ci pensa lei a dire a Gesù ciò di cui abbiamo bisogno. “… anche dopo la sua Assunzione in cielo (Maria) non ha interrotto questa funzione salvifica, ma con la sua molteplice intercessione continua ad ottenerci i doni che ci assicurano la nostra salvezza eterna” (L.G. VIII, 62).
Con questa certezza interiore recitiamo quest’ultima decina del Rosario.