sapeva tornare all’origine

Quando ho saputo dell’iniziativa di raccontare la propria esperienza con don Pietro non sapevo cosa scrivere, benché volessi farlo. Come si fa a raccontare di un sacerdote, e ancora prima di una persona, così grande, specie se lo si ha conosciuto per poco? Non si può, penso. Si può solo provare.

Era certo originale. Non nel significato comune di stravagante, bensì nella vera accezione del termine: sapeva tornare all’origine. Non in maniera teorica, bensì pratica: l’ascolto, origine della relazione, era la sua principale caratteristica. Non semplice sentire o udire, bensì ascoltare, entrare in empatia con l’altro e raggiungerne il centro, l’origine.

Le relazioni con lui non potevano essere altro che crescita. All’originalità e all’ascolto si unisce un’altra caratteristica, la trasparenza. Sapeva consigliare la cosa giusta, prima ancora che la cosa semplice, senza avere paura. Questo dà molto fastidio, ma lui l’ha saputo fare, senza riserve.

Può sconfortarci la sua mancanza. L’assenza di una persona così grande, come dicevo, lascia sbigottiti. Ma egli è vivo. Sta a noi farlo vivere nella nostra originalità, nel nostro ascolto, nel nostro consigliare.
Nel nostro essere cristiani.

Stefano

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